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Ansia scolastica: una sfida per studenti, famiglie e insegnanti.

2025-07-07 17:39

Dott.ssa Cristina Belfiore

psicologia, ansia, scuola, genitori, emozioni, studiare,

Ansia scolastica: una sfida per studenti, famiglie e insegnanti.

L’ansia scolastica si sta facendo sempre più strada tra bambini e adolescenti, a volte difficile da individuare perché può manifestarsi con una variet

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L’ansia scolastica si sta facendo sempre più strada tra bambini e adolescenti, a volte difficile da individuare perché può manifestarsi con una varietà di sintomi fisici, emotivi e cognitivi legati all’ambiente scolastico.
Può compromettere il rendimento scolastico e, soprattutto, il benessere psicofisico dello studente limitando la sua capacità di affrontare in modo sereno e funzionale le attività scolastiche.
Ma cos’è l’ansia scolastica? Come si manifesta? Come possiamo affrontarla?


Che cos’è l’ansia scolastica.
Facciamo un passo indietro.
Di fronte ad un pericolo reale, la nostra reazione emotiva è chiamata paura; al contrario, se non c’è un pericolo oggettivo o l’attivazione emotiva risulta eccessiva per frequenza o intensità, parliamo di ansia o fobia.
Questa distinzione, tuttavia, non è così netta nei bambini il cui sviluppo cognitivo rende più complesso riconoscere ciò che è o non è reale.
L’ansia scolastica si presenta, appunto, in ambito scolastico come uno stato frequente ed eccessivo di tensione di fronte a verifiche, interrogazioni e situazioni legate al gruppo classe. È spesso debilitante, portando studenti a studentesse a blackout, a evitare le situazioni legate alla scuola e a vivere con angoscia tale contesto.
Le cause possono essere diverse per ognuno. Tra le principali troviamo:
- Aspettative elevate, da parte di genitori o insegnanti o interiorizzate;
- Difficoltà di apprendimento o presenza di disturbi specifici come i D.S.A.;
- Relazioni inadeguate con i pari, come episodi di bullismo o esclusione sociale;
- Bassi livelli di autostima e senso di Autoefficacia.


Come si manifesta?
Il modo in cui l’ansia scolastica si manifesta può variare da studente a studente. I sintomi più comuni possono essere così raggruppati:
- Sintomi fisici: mal di testa, sudorazione eccessiva, tachicardia, mal di stomaco in previsione di verifiche o in concomitanza di impegni scolastici. Il bambino o l’adolescente può lamentare dolori prima di andare a scuola, durante una verifica o nei giorni in cui è in programma una determinata materia.
- Sintomi emotivi: irritabilità, pianto più frequente e apparentemente immotivato, paure intense. Il bambino, per esempio, può scoppiare in un pianto inconsolabile nel momento in cui inizia a svolgere i compiti per casa o mostrare eccessiva rabbia nel periodo scolastico.
- Sintomi cognitivi: difficoltà di concentrazione, pensieri negativi o blocchi mentali. Può succedere, per esempio che, pur essendo preparato, all’interrogazione il bambino o l’adolescente viva un vero e proprio blackout non ricordando ciò che ha studiato che gli impedisce di portare avanti in modo efficiente la prova.
- Comportamenti evitanti: lamentare malesseri per evitare di andare a scuola, avere meno amici rispetto ai coetanei, evitare attività scolastiche e sociali.


Il ruolo di genitori e insegnanti.
La collaborazione tra scuola, famiglia e professionista è fondamentale per affrontare l’ansia scolastica. Questo sia perché sono i contesti maggiormente vissuti dal bambino e in cui il disturbo si manifesta, sia perché, talvolta, è proprio qui che vanno cercati gli antecedenti che hanno potuto rinforzare determinati pensieri negativi o atteggiamenti disfunzionali.


Ecco alcune strategie utili:
- Ascolto attivo ed empatico: creare uno spazio sicuro con genitori e figure di riferimento per parlare delle preoccupazioni del figlio, dandogli spazio ed importanza evitando di minimizzare;
- Incoraggiamento all’autonomia: promuovere piccole sfide quotidiane che siano alla portata della capacità e delle competenze del bambino in modo che sperimenti e acquisisca una maggiore sicurezza e un maggior senso di autoefficacia;
- Comunicazione con gli insegnanti: condividere con il corpo docente le difficoltà dello studente è fondamentale per poter elaborare insieme delle strategie educative e didattiche mirate;
- Gestione dello stress: insegnare tecniche di rilassamento significa fornire al bambino degli strumenti immediati da poter utilizzare per affrontare le situazioni di ansia.


Quando rivolgersi ad un professionista?
Se l’ansia scolastica diventa duratura e interferisce significativamente con il rendimento e, ancor di più, con il benessere dello studente, può essere utile rivolgersi ad uno psicologo esperto in età evolutiva.
Il professionista può guidare bambino o adolescente e famiglia in un percorso mirato che riesca ad identificare le cause della difficoltà e sviluppare delle strategie di riconoscimento e gestione dell’ansia.
Il trattamento è sempre individualizzato e può integrare diversi approcci:
- Terapia cognitivo- comportamentale per riconoscere e modificare i pensieri disfunzionali e acquisire strategie efficaci di coping;
- Tecniche di rilassamento come training autogeno e mindfulness per ridurre la tensione fisica e mentale associata all’ansia;
- Parent training per fornire a genitori e figure di riferimento strumenti che favoriscano un ambiente familiare supportivo ed empatico;
- Interventi scolastici per lavorare in rete e trasformare un ambiente per lo studente critico in un ambiente inclusivo e accogliente nei confronti dei suoi bisogni.

 

L’ansia scolastica non è un fenomeno da sottovalutare o minimizzare. Riconoscerla e intervenire in modo tempestivo può fare la differenza per uno studente, sia per il suo approccio alla scuola e allo studio, sia per la sua qualità di vita.
Educare all’ascolto, all’empatia e al supporto emotivo può essere il primo passo per prevenire lo sviluppo di queste difficoltà.

 

Bibliografia:
Albano, A. M., & Kendall, P. C. (2002). Cognitive behavioural therapy for anxious children: Therapist manual. Journal of Clinical Psychology, 58 (10), 1171, 1188.
Chorpita, B. F., & Barlow, D. H. (1998). The development of anxiety: the role of control in the early environment. Psychological Bulletin, 124 (1), 3 – 21.
Fonzi, A. (2011). Bullismo e prepotenza a scuola. Giunti Editore.
Kendall P. & Di Pietro M. (1995) Terapia scolastica dell’ansia. Guida per psicologi e insegnanti. Gruppo Erikson.
Muris, P., & Field, A. (2008). Anxiety and depression in children and adolescents: Normal development or pathology? Clinical Psychology Review, 28 (7), 775 – 788.
National Institute for Health and Care Excellence (NICE), (2013). Social anxiety disorder: Recognition, assessment and treatment. Clinical Guideline CG159.