
Le emozioni occupano un ruolo fondamentale nella vita di ogni essere umano: plasmano la nostra personalità, rendendoci unici, e allo stesso tempo, nei bambini e nei ragazzi, sono in grado di favorire o ostacolare il loro processo di apprendimento.
Il legame tra emozioni e apprendimento
Al giorno d’oggi, è diventato fondamentale parlare di emozioni, ma pochi ne conoscono il vero significato. L’argomento è molto vasto e complesso.
Molti studiosi hanno fornito diverse definizioni in merito, ma la maggior parte di essi descrive l’emozione come “un’interpretazione interna di stimoli esterni” (Tuffanelli, 2006, p.165).
Numerose ricerche hanno dimostrato l’esistenza di una correlazione significativa tra la sfera emotiva e l’apprendimento.
Le emozioni sono in grado di attivare alcune aree del cervello, nello specifico alcune zone della neocorteccia, influenzando la capacità di concentrazione e di elaborazione delle informazioni.
Pertanto, Goleman (1996/1998) evidenzia che, se il cervello tralascia le emozioni, fa fatica a memorizzare e a mettere in pratica ciò che è stato appreso.
Emozioni come la paura e l’ansia, possono innescare un circolo vizioso che ostacola il processo di apprendimento. Al contrario, emozioni come la curiosità e l’entusiasmo definiscono un circolo positivo. Lo studente che considera lo studio come un’esperienza piacevole sarà più motivato e avrà più probabilità di ricordare ciò che ha appreso.
Emozioni adattive e disadattive
Ogni emozione produce cambiamenti fisiologici e soggettivi nell’individuo, preparando il corpo in base alla sua natura (Goleman, 1996/1998).
Non tutte le emozioni sono completamente buone o cattive. Queste vanno interpretate in base al modo in cui sono gestite e in base al contesto in cui sono espresse.
Di conseguenza, possiamo capire quanto le emozioni possono influenzare il comportamento e la prestazione di uno studente.
Ad esempio, se un ragazzo vive il momento dell’interrogazione in preda al panico, rischia che la sua prestazione risulti negativa nonostante ci sia stata una buona preparazione precedentemente.
È molto utile distinguere tra emozioni adattive, che permettono allo studente di affrontare un compito o una difficoltà, ed emozioni disadattive, che invece ostacolano lo studente.
Ad esempio, l’ansia è adattiva nel momento in cui permette di affrontare delle attività scolastiche o svolgere i compiti in maniera efficace. È disadattiva, invece, quando provoca irrequietezza, inquietudine e paura.
In questo caso, non si parla più di una risposta adattiva, poiché l’eccessiva gravità compromette il funzionamento dell’individuo, favorendo la perdita del controllo delle emozioni (Cornoldi, Sanavio, 2001).
Elementi essenziali durante lo svolgimento dei compiti
Durante lo svolgimento dei compiti, soprattutto se lo studente frequenta il doposcuola, è fondamentale:
1. Essere affiancato da tutor o educatori: figure di riferimento che promuovono il benessere dei ragazzi, incoraggiandoli e stimolando il loro processo di apprendimento.
2. Studiare in un ambiente positivo: in uno spazio ben organizzato che stimola la curiosità e promuove sicurezza e senso di appartenenza.
3. Organizzare il tempo dello studio: definire il tempo da dedicare ai compiti e ai momenti di pausa per mantenere la concentrazione e alleviare lo stress.
4. Imparare a riconoscere e a regolare le proprie emozioni legate allo studio: in questa fase è essenziale la presenza dell’educatore, che permetterà allo studente di comprendere il suo stato emotivo.
Quando gli studenti imparano a riconoscere le proprie emozioni, riescono a mantenere la concentrazione e ad affrontare compiti sfidanti con sicurezza.
5. Imparare a gestire lo stress: è utile integrare, soprattutto nei momenti di pausa, delle tecniche di respirazione o di mindfulness per ridurre la pressione e migliorare il rendimento nelle prestazioni successive.
6. Avere a disposizione diverse risorse: materiali didattici, libri educativi e dispositivi tecnologici che possono supportare il loro apprendimento.
Emozioni in relazione con autostima e autoefficacia
Le prestazioni scolastiche possono far nascere diversi stati d’animo e sentimenti che determinano l’autostima dello studente.
Di conseguenza, l’apprendimento è influenzato dalla percezione che una persona ha di sé.
Uno studente che crede in sé stesso ed è consapevole delle proprie abilità riuscirà ad affrontare le diverse situazioni con determinazione. In caso contrario, una bassa autostima potrebbe rappresentare un grande intralcio.
Tuttavia, è fondamentale un altro fattore emotivo chiamato autoefficacia, ovvero la capacità di controllare sé stessi e ciò che accade nella propria vita.
Gli studenti con un alto senso di autoefficacia intraprendono compiti difficili e sfidanti, ottenendo risultati positivi che rafforzano il senso di autoefficacia e la soddisfazione personale (Bandura, 1997/2000).
Conclusioni
In conclusione, è utile ribadire che le emozioni e l’apprendimento sono strettamente legati.
Riconoscere e rispettare gli stati emotivi degli studenti è molto importante per un processo di apprendimento efficace e gratificante.
Emozioni adattive, a differenza di quelle disadattive influenzano positivamente le prestazioni degli studenti.
La presenza dell’educatore o del tutor è fondamentale affinché i ragazzi siano liberi di apprendere e di commettere errori senza aver paura del giudizio altrui. Gli errori devono essere considerati come strumenti di crescita e di miglioramento e non come dei fallimenti.
Integrare le emozioni nel processo di apprendimento, può fare la differenza, e può aiutare i ragazzi a vivere il tempo dello studio come un momento positivo, piacevole e stimolante.
Bibliografia
Bandura, A. (1997). Self-efficacy: The exercise of control. New York: W.H. Freeman. Trad. it. (2000). Autoefficacia: Teoria e applicazioni. Trento: Erickson.
Cappello, S. (2013). La dimensione emozionale nel processo di insegnamento-apprendimento. Formazione & insegnamento, 11(3), 233-238.
Cornoldi, C., Sanavio, E. (2001). Psicologia clinica. Bologna: il Mulino.
Goleman, D. (1996). Emotional Intelligence: Why It Can Matter More Than IQ. New York, NY: Bantam Books. Trad. it. (1998). Intelligenza emotiva. Milano. Rizzoli.
Immordino‐Yang, M. H., & Damasio, A. (2007). We feel, therefore we learn: The relevance of affective and social neuroscience to education. Mind, brain, and education, 1(1), 3-10.
Sousa, D. A. (2014). How the brain learns to read. Corwin Press.
Tuffanelli, L. (2006). Le diversità degli alunni. Trento: Erickson.





